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Abitare le parole: una giornata per ripensare il diritto alla casa a partire dall’Housing First

Giovedì 28 maggio, alla Città dell’Altra Economia di Roma, si è tenuta la giornata “Abitare le parole. Housing First: esperienze, prospettive e nuove visioni a Roma”, promossa da PsyPlus ETS e dedicata al modello Housing First come approccio innovativo per contrastare la grave emarginazione adulta.

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L’incontro è nato dal desiderio di aprire uno spazio pubblico di confronto sul percorso costruito in questi anni da PsyPlus: dall’esperienza di Housing Plus!, al progetto Verso Casa, fino alle nuove progettualità orientate alla prevenzione, come Libera-Mente. Non è stata solo un’occasione per raccontare quanto realizzato, ma anche un momento per interrogarsi insieme su cosa significhi davvero “abitare”: una casa, certo, ma anche un territorio, una relazione, una possibilità concreta di futuro.

Dopo i saluti istituzionali di Barbara Funari, Tobia Zevi, Carmelina Grimaldi, Giustino Trincia e Claudio Dalpiaz, la mattinata ha esplorato il modello Housing First dal livello europeo a quello nazionale e cittadino. Sono intervenuti Samara Jones dell’Housing First Europe Hub, Caterina Cortese di fio.PSD, Giulio Ciucci e l’équipe di PsyPlus. È emerso con chiarezza un principio fondamentale: la casa non è un traguardo da raggiungere alla fine di un percorso, ma il punto di partenza da cui ricostruire salute, dignità, relazioni e autonomia.

Ampio spazio è stato dato anche ai territori e al settore non profit, con un confronto tra i Municipi Roma II e Roma III e gli interventi di Gianluca Bogino, Maria Concetta Romano, Milena Terrazzino, Valentina Troisi, Luca Murdocca, Margherita Neri e Giuseppe Riefolo. Dal dialogo è emersa la necessità di un lavoro sempre più integrato tra politiche sociali e abitative, servizi sanitari, Terzo Settore e comunità locali.

Nel pomeriggio, i tavoli tematici hanno approfondito alcune parole chiave del modello Housing First: casa, tempo, équipe, diritto di scelta e controllo, inclusione e benessere psicofisico. La restituzione finale che è emersa dal confronto ai tavoli ha ribadito non solo quanto siano centrali l’ascolto, la personalizzazione degli interventi e il lavoro di rete ma anche quanto la possibilità di accompagnare le persone per tutto il tempo necessario sia fondamentale.

A chiudere la giornata sono state le voci dei protagonisti: le testimonianze abitative, l’intervento di Elisabetta Dragonetti, la presentazione della valutazione d’impatto sociale a cura di Marta Russo di ARCO – Fondazione PIN, e il contributo di Angela D’Apolito sul progetto Libera-Mente.

Quando la casa smette di essere un premio e torna a essere un diritto, anche ciò che sembrava impossibile può diventare possibile: ricominciare ad abitare non solo uno spazio, ma la propria vita.  

Sono disponibili al seguente link i materiali della giornata, tra cui le slide presentate, le fotografie dell’evento e la trascrizione degli interventi e le restituzioni dei tavoli tematici.